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Kopi Luwak: perché è tanto ricercato?

Il Kopi Luwak è un caffè indonesiano che si ottiene dalla lavorazione della bacche di caffè digerite dallo “zibetto” un animale locale conosciuto anche come “civetta delle piante”.

Il Kopi Luwak ha origine nell’epoca del colonialismo olandese. Già nel 1800 gli olandesi producevano nell’arcipelago il caffè che poi rivendevano in tutta Europa. È proprio nel XIX secolo che gli abitanti, che volevano raccogliere il caffè per utilizzo casalingo, cominciano ad usare i chicchi defecati dallo zibetto per produzione della bevanda.

Da questo momento in poi, il commercio comincia in tutta Europa, sempre grazie ai commercianti olandesi. Per la produzione del Kopi Luwak ci sono due processi:

• Selezione: lo zibetto si ciba solamente dalle bacche migliori, scartando quelle rovinate o non maturate abbastanza;
• Digestione: le bacche passano attraverso un processo di fermentazione nello stomaco dell’animale, andando così a migliorare il proprio sapore;

A causa di questo lungo processo, il costo del Kopi Luwak si aggira intorno ai 300/500€ al chilogrammo, quindi con un costo per tazza intorno ai 10/14€.

La sua preparazione è uguale a quella di qualsiasi altro caffè.

Caffè come pre workout

È da sempre stato dimostrato che bere del caffè nella fase di pre workout aiuta a migliorare le prestazioni sportive.

Il caffè, come ben sappiamo ha al suo interno caffeina. Questa sostanza è un alcaloide di origine naturale presente anche in altre sostanze come cacao, tè, guaranà e mate. È la sostanza psicoattiva più diffusa e utilizzata.

Alcuni esempi alimenti/quantità di caffeina
1 tazzina di caffè espresso ha 80mg circa
1 bottiglia di energy drink ha la stessa quantità di un espresso
1 tazza di té ne ha 60mg
1 tazza di caffè solubile contiene 57mg

Proprio per la sua quantità di stimolare sia il sistema cardiocircolatorio che quello nervoso, la caffeina assunta principalemte attraverso il caffè, può aiutare a dimagrire, aumentare la capacità di concentrazione, combatte la cellulite, rende più intelligenti e sopratutto migliorare la prestazione fisica durante l’allenamento ad alta intensità.

Studi clinici – Caffè come pre workout

Molti sono gli studi che hanno voluto provare scientificamente gli effetti della caffeina sull’attività sportiva. Ad alcuni atleti è stata somministrata la sostanza a dosi elevate (circa 10mg/kg di peso). Lo studio ha evidenziato prestazioni migliori di circa il 19% in più, rispetto agli atleti che avevano assunto un placebo.

È stato inoltre verificato che gli effetti massimi sull’apparato muscolare si hanno per esercizi di media intensità. Viceversa non lo è stato sugli effetti positivi che si potevano ottenere sulla potenza e sulla forza massimale.

Effetti benefici – Caffè come pre workout

Le proprietà benefiche che si possono avere dall’assunzione di caffè nella prima fase dell’allenamento sono molte:

  • aumenta l’utilizzo della massa grassa
  • aumenta la quantità di acidi grassi all’interno del flusso sanguineo
  • aumenta l’ossidazione degli acidi grassi
  • riduce l’uso dei carboidrati durante l’attività fisica

È quindi consigliabili assumere caffeina dai 3 ai 6mg per kg di peso corporeo, nei 180/75 minuti precedenti la competizione per ottenere dei risultati visibili.

Tuttavia, proprio per questi motivi sopraelencati la caffeina e quindi anche il caffè che la contiene non possono essere assunti liberamente dagli atleti. Oltre la soglia dei limiti fissati dall’autorità antidoping, lo sportivo rischia la squalifica.

Effetti collaterali – Caffè come pre workout

I classici sintomi da eccessiva assunzione di caffeina sono: emicrania, eccitazione, insonnia, tremori, irritabilità. Bisogna inoltre ricordarsi di idratarsi costantemente, circa il doppio, poiché l’elevato uso di caffè porta ad una forte disidratazione.

Il cane può bere il caffè?

Molti che posseggono un cane spesso si domandano quali siano gli alimenti, che questi, possono o non possono mangiare. Tra di essi senza dubbio troviamo il caffè!

Per molte persone la bevanda nervina è indispensabile per poter cominciare la meglio la giornata. La caffeina presente all’interno ci aiuta a farci la carica giusta e per molti bere un caffè è “una degustazione da vivere” durante un piccolo momento di relax. Tuttavia, dopo tutte queste premesse, il cane può bere il caffè?

Gli effetti collaterali che possono avere i nostri amici a quattro zampe e con la code con l’assunzione di caffeina sono:
• vomito
• diarrea
• frequenza cardiaca elevata
• tremori

Quindi il cane può bere il caffè? No! Perché come abbiamo visto la caffeina colpisce sia il sistema nervoso che quello cardiaco. Se assunta in quantità elevate, questa sostanza, nei cani, può portare a complicazioni maggiori rispetto ai sintomi citati sopra.

Il pericolo maggiore deriva dai chicchi di caffè poiché la concentrazione è molto più alto!
Quali sono quindi le possibili soluzioni fai-da-te da utilizzare in caso di assunzione di caffeina?

• provocare il vomito nel cane, per evitare che tutta la caffeina entri in circolo;
• prescrivere delle pillole per le convulsioni.

Kenia AA

La dicitura “Kenia AA” non è legata, come molti erroneamente pensano, ad una qualità particolare di arabica, ma alla grandezza dei chicchi.

I sentori e i profumi così anche gli aromi di questa origine di Arabica sono unici della zona ed è per questo che è tra i caffè più ricercati dagli esperti del settore.

Il caffè keniota viene prodotto a circa 2000 metri d’altezza sopra il livello del mare. Dopo la raccolta i chicchi subiscono una lavorazione, generalmente ad umidi, quindi prenderanno la dicitura di “lavato”. Una piccola parte inoltre è destinata alla produzione di caffè naturale. Questo viene chiamato “m’buni” ed è derivato dalla lavorazione di rami spezzati, chicchi caduti al suolo, etc… È considerato tuttavia un caffè molto scadente.

In Kenia vengono prodotti circa 70000 sacchi di caffè verde all’anno, raccolto principalmente nel periodo che va da ottobre a dicembre. Le lettere nella dicitura del nome stanno ad indicare il crivello che viene utilizzato per la classificazione. Il migliore e il più conosciuto è sicuramente il Kenia AA, in cui le doppie lettere (AA – Flat Bean) identificano i chicchi passanti dal crivello 21 e trattenuto dal 18. Per tale motivo, i caffè provenienti da questo paese sono molto selezionati e pregiati, tanto che i più fini sono praticamente inesistenti.

Il nostro Kenia AA è coltivato a pieno sole negli altopiani africani. Il frutto che cresce dall’aspra e asciutta terra irradia le papille gustative ed in tazza rilascia particolari sentori di frutta.

Ti consigliamo di provare questo fantastico caffè nella versione da 250gr macinato per Filtro!

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Ethiopia Sidamo

Dall’Etiopia discendono le primissime produzioni di Coffea Arabica. È infatti dalla storia del pastore Kaldi che nasce la storia del caffè. Per tale motivo, negli anni, si è puntato sempre a migliorare e produrre caffè di qualità.

In Etiopia il caffè prende il nome di “Bunna” ed è uno dei prodotti più esportati del Paese. È infatti il settimo maggiore produttore mondiale con una stima di circa 4000 chilometri quadrati di coltivazione. La bevanda rappresenta il 10% delle entrate del governo del Paese.

Nel Paese esiste una “autorità per il caffè e il tè” che gestisce ogni affare relativo ai due ambiti, tra cui ad esempio la fissazione del prezzo. Il mercato è inoltre fortemente regolato da delle licenze che ne limitano la concentrazione.

In Etiopia il caffè viene vissuto come un rituale.

Esiste infatti la cerimonia del caffè etiope, che viene svolta dalle famiglie frequentemente, soprattutto in presenza di ospiti.

In quest’area viene prodotto l’Ethiopia Sidamo, una delle “pure oirigns” più apprezzate al mondo. Prodotto in alta quota tra i 1950 e i 2030 metri, i chicchi verdi possono subire tre lavorazioni differenti: lavato, essiccato al sole ed infine selezionato a mano.

“Raccolto per la gran parte nelle selve delle montagne etiopi, è il caffè più dolce e profumato che ci sia, con reminiscenze di fiori e frutta tropicale, talvolta di liquirizia. Viene tostato e bevuto da tempo immemorabile dalle popolazioni locali durante la tradizionale cerimonia del caffè che si svolge con tutta la famiglia raccolta per l’occasione”.

In tazza, l’Ethiopia Sidamo ha un discreto corpo, un’acidità elevata con intensi sentori floreali e agrumati. Il retrogusto invece richiama note di frutta, miele e spezie.

Grazie alle sue caratteristiche, l’Ethiopia Sidamo è perfetto per il caffè espresso, per il filtro e per l’aeropress.

Nicaragua Matagalpa

Matagalpa: questa parola identifica una regione del Nicaragua dove vengono prodotti caffè di qualità tra cui il nostro Nicaragua Matagalpa.

L’area di Matagalpa si trova al nord della nazione, dove le vette delle montagne raggiungono i 2000 metri d’altezza. Il caffè che viene prodotto contribuisce per circa il 30% all’intera esportazione nazionale di generi alimentari.

Nella regione la pianta del caffè è stata importata, inizialmente a scopo decorativo, intorno al 1750 e solo in seguito a scopo commerciale, e quindi con una vera e propria produzione nel 1840.
Il gusto che esce dalla produzione delle arabiche nicaraguensi è dovuto alle condizioni naturali molto favorevoli alla crescita della pianta: un terreno vulcanico fertile, un clima tropicale molto umido e una vegetazione rigogliosa.

In Nicaragua, proprio per le motivazioni descritte sopra, le piante di Coffea Arabica possono raggiungere gli 8/10 metri di altezza.

Le bacche crescono a grappoli e hanno maturazioni molto differenti. Per tale motivo viene raccolto a mano dai contadini che selezionano le drupe di caffè con minuziosità. Le bacche devono essere rosse e mature.

Il Nicaragua Matagalpa della Bazzara Espresso è un esemplare di signorilità, sia nella sostanza che nella forma. La corposità mandorlata della caffè cede il passo all’amabilità della frutta matura dolce e fragrante.
Prodotto nella varietà arabica Caturra Bourbon, il Nicaragua Matagalda è prodotto ad altitudini comprese tra i 1500 e i 2000 metri di altezza.

El Salvador SHG

SHG, ovvero Strictly High Growth in El Salvador, è quel caffè prodotto oltre I 1200 metri.

Questa “pure origins” prodotta è caratterizzata da un profilo cioccolatoso e fruttato nel retrogusto.

Apaneca-Ilamatepec è una delle zone di produzione migliore dell’intera area, dove vengono coltivati caffè di altissima qualità. Le altre zone di produzione del El Salvador sono: Aloptec-Metapan, El Balsamo-Quetzaltepec, Chichontepec, Cacahuatique, Tecapa-Chunameca.

In El Salvador viene prodotta una sola varietà di arabica: il Pacamara. È stata creata nel Paese intorno al 1958 unendo la varietà Pacas con quella denominata Maragogype.

Il nostro el Salvador SHG è selezionato con macchine elettroniche per garantire la qualità. Viene coltivato in piantagioni d’alta quota lungo le pendici di un vulcano.

Il caffè El Salvador SHG ha richiami dolci e pungenti che rimandano al miele e coriandolo con un finale di frutta secca.

In tazza El Salvador SHG risulta molto dolce e profondamente pungente, con un corpo sufficientemente bilanciato e un’acidità fine, il gusto risulta esaltato da note di caramello e cioccolato con richiami di mora, ribes nero e abete.

Prova la nostra pure origins, acquistabile su ordinazione, con quantitativi minimi di 24kg!

Colombia Supremo: un caffè unico al mondo

La Colombia è uno dei Paesi del Sud America dove si produce la maggior quantità di caffè, tanto da poter affermare che è il massimo produttore mondiale di arabica dolci lavati, come il Colombia Supremo.

Nel 2019 la produzione caffeicola del Paese è cresciuta del 5%, mentre le esportazioni sono aumentate del 9%. Questi sono dati significativi che hanno portato ad una maggiore conoscenza del prodotto.

La Colombia ha una lunga tradizione alle spalle, tanto che le prime piantagioni risalgono ai Padri Gesuiti arrivati nel Paese durante l’epoca delle esplorazioni.

La Colombia è famosa principalmente per la sua “zona del caffè”, un’area geografica che comprende i tre principali dipartimenti nazionali: Caldas, Risaralda e Quindio. È qui che la maggior parte della produzione si concentra, questo grazie anche alle condizioni climatiche particolarmente miti, dove l’altitudine (tra i 1300 e i 1700 metri) e la temperatura (che oscilla tra gli 8 e i 24 gradi) favoriscono la fioritura e la crescita di caffè di qualità, come è il nostro Colombia Supremo.

Il Colombia Supremo prodotto dalla Bazzara Espresso lascia in tazza un sentore di ciliegia leggera e caramello. È composto dalle varietà di arabica Caturra, Castilio e Colombia. È un Colombia lavato e asciugato al sole (solo se necessario viene prodotto tramite il metodo meccanico).

Anche se in Colombia è possibile raccogliere caffè (esclusivamente arabica) durante tutto l’anno, i piccoli produttori del dipartimento di Huila nel sud del Paese (luogo d’origine del verde) preferiscono concentrare la ravvolta tra maggio ed agosto.

Sul Colombia Supremo viene effettuata una tostatura media che ne esalta i sentori e i profumi, sia in tazza che sul palato.
I nostri Pure Origins Coffee son acquistabili solo su ordinazione con quantitativi minimi di 24kg.

Il caffè della Peppina…non si beve la mattina

Una vecchia filastrocca popolare recitava: “Un, due, tre | la Peppina fa il caffè | fa il caffè di cioccolata | la Peppina è malata, | è malata dall’amor | la Peppina chiama il dottor, | il dottor senza ciabatte; | qui mi duole, qui mi batte | qui mi sento una gran pena, | e il dottor: fai senza cena.” Ma cos’è il caffè della Peppina? Perché non si beve alla mattina? Ecco la storia.

Nei primi anni dell’800, il caffè della Peppina era un ritrovo di pensatori, politici e intellettuali a Milano. Qui si incontravano i mazziniani, sempre più infervorati dalla possibile indipendenza. La storia del caffè della Peppina continua anche durante la seconda guerra mondiale, quando i soldati cominciano a prendere l’abitudine di bere caffè al mattino per avere la giusta carica durante le battaglie.

Al termine della guerra, il caffè macinato comincia ad essere troppo caro, così si diffonde il “caffè della Peppina”, una bevanda molto amara realizzata con cicoria essiccata e segale.

Ma perché il caffè della Peppina non si beve alla mattina?

Essendo questa una bevanda a base di estratti vegetali, aveva dei poteri altamente lassativi. È proprio per questo motivo che veniva consigliato l’utilizzo durante le ore “morte” della giornata.

Oggi fortunatamente, il potere d’acquisto della popolazione è nettamente aumentato e sono in molti a poter scegliere la qualità anziché la quantità. Così l’utilizzo del caffè della Peppina si è andato letteralmente a perdere.

Per gustare a pieno il sapore del vero espresso artigianale italiano, prova la nostra miscela DODICIGRANCRU, disponibile in numerosi formati: cialde, capsule, grani e da poco anche barattolo per macinato da 250 grammi.

Quanti caffè si possono bere in un giorno?

Molti, sopratutto gli amanti, i domandano quanti caffè si possono bere in un giorno. Facciamo un po’ di chiarezza.

Innanzitutto, vi è bisogno di precisare che quello che può far male è la caffeina. Cos’è? È un componente farmacologico, presente in molti alimenti come il tè e appunto il caffè. È un composto stimolante, tra i più utilizzati in tutto il mondo, perché favorisce il rilascio di due ormoni: l’adrenalina e la noradrenalina.

Favorisce inoltre l’aumento del metabolismo corporeo, della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e del numero di atti respiratori. Non è tutto oro ciò che luccica perché la caffeina riduce l’assorbimento della vitamina b12, del calcio, del ferro e anche della creatina. Inoltre la troppa assunzione di questa sostanza può portare a una intossicazione che causa una eccitazione smodata, nervosismo, insonnia e tachicardia.

Quindi, quanti caffè si possono bere in un giorno?

Secondo le stime, si pensa che la dose ottimale di assunzione di caffè giornaliera è intorno alle tre tazze d’espresso. Questo è dovuto dal fatto che in una sola tazza d’espresso sono contenute circa 85mg di caffeina. Quindi in una sola giornata si può arrivare a circa 300mg di caffeina.

Curiosità su quanti caffè si possono bere in un giorno

Il caffè è altamente sconsigliato per chi ha:

  • ulcera peptica;
  • dispepsia;
  • gravidanza;
  • gastriti ipersecretive
  • malattia da reflusso

La caffeina, non è letale per l’uomo se assunta in dosi ridotte, tuttavia è bene evitare di superare la dose di caffè che si possono bere in un giorno. È bene però ricordare che la quantità assunta varia anche in base alla tipologia di preparazione è per questo motivo che il numero di tazze giornaliero può variare sensibilmente Infine l’ultima curiosità: masticare uno o due chicchi di caffè al giorno aiuta a purificare l’alito dopo un pasto abbondante!

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