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Caffè e Alzheimer: esiste una correlazione!

Arriva dall’Australia e più precisamente dalla Edith Cowan University di Joondalup una nuova ricerca. Dimostrerebbe gli innumerevoli effetti benefici della caffeina (e del caffè) sul declino cognitivo associato all’Alzheimer.

L’Alzheimer è una forma di demenza che esordisce con una lieve perdita di memoria, fino alla completa degenerazione, portando l’individuo alla totale perdita dell’autonomia personale.

La ricerca portata avanti dalla dottoressa Samantha Gardener ha dimostrato che un consumo costante di caffè influisce in modo significativo sul deterioramento cognitivo.

Lo studio clinico, durato oltre 10 anni, ha evidenziato che non è solo la caffeina ad incidere sulla malattia, anche altre sostanze contenute in una tazza di caffè hanno dei forti effetti positivi: tra questi vi è il Cafestol (un diterpene presente nel caffè), il Kahweol (altra molecola diterpenoide comunemente presente nei chicchi di coffea Arabica) e sul Eicosanoil-5-idrossitriptamide (un composto chimico presente nel rivestimento ceroso dei chicchi di caffè).

All’interno di un caffè inoltre è possibile trovare numerosi polifenoli, tra questi sicuramente c’è l’acido ferulico, in grado di proteggere le funzioni cognitive legate principalmente alla memoria spaziale.

La ricerca australiana non è stata ancora conclusa. I ricercatori stanno portando avanti studi approfonditi che vanno a valutare anche le diverse tipologie di estrazione del caffè, per calibrare così le singole quantità di caffeina da assumere.

Moka in acciaio o alluminio?

Quale preferite? La moka in alluminio o in acciaio? Ecco tutti i pro e i contro!

La Moka è una caffettiera ideata da Alfonso Bialetti nel 1933. Da quel giorno si rivoluzionò totalmente il modo di preparare il caffè in ogni casa italiana.

Nel mondo la moka è conosciuta con diversi nomi: in Spagna è nota come napolitana, cafetera de rosca, cafetera de fuego o italiana, mentre in Portogallo è conosciuta come cafeteira italiana o cafeteira de rosca. Qualunque sia il suo nome, la moka è tra le tradizioni italiane più radicate, tuttavia c’è una forte diatriba sul materiale di realizzazione: alluminio o acciaio? Scopriamo insieme tutti i pro e i contro di entrambe le leghe metalliche.

Moka in alluminio

La moka realizzata in l’alluminio è la più diffusa nelle case italiane poiché la più economica e commercializzata. Tuttavia ha numerosi difetti che poi si riversano sull’estrazione del caffè stesso: ad esempio è necessario pulirla correttamente e a fondo dopo ogni utilizzo e asciugarla con cura essendo molto alto il rischio di formazione del calcare. Nei numerosi pro tuttavia compaiono sicuramente la caratteristiche del materiale che consentono all’acqua di arrivare a delle temperature elevate in breve tempo, realizzando un caffè maggiormente ristretto rispetto a quelle in acciaio.

Moka in acciaio

Essendo l’acciaio inox caratterizzato da una maggior resistenza alla ossidazione e alla corrosione e per questo motivo è l’ideale per la preparazione di ottimi caffè. Essendo inossidabile, l’acciaio inox, è perfetto per quelle caffettiere che vengono tramandate di generazione in generazione, essendo anche più pesante e resistente.

Quando parliamo di acciaio inox, anzi di moka in acciaio inox, dobbiamo assicurarci che questo sia 18/10, altrimenti potrebbe non avere tutte le caratteristiche sopra riportate.

La moka qualunque sia il suo materiale di realizzazione deve rispettare uno specifico brevetto che è stato realizzato come citato sopra nel 1933 da Alfonso Bialetti. Caratteristica è la forma ottagonale, ideata per aumentare la presa in caso di superficie bagnata.

Come si pulisce correttamente la moka?

Come si pulisce perfettamente una moka? Quali sono i metodi più naturali per non rovinarla?Ecco alcuni consigli

La Moka è uno di quegli utensili che non può mancare in nessuna casa. Che sia utilizzata o meno, vecchia o nuova, tutti possiedono o hanno posseduto una buona caffettiera! Tuttavia, come ogni cosa anche questa deve avere la giusta manutenzione per preservare le caratteristiche che fanno si che avvenga una corretta estrazione di caffè. La pulizia della moka è essenziale perché previene anche la formazione di odori sgradevoli come quello di rancido che si manifesta con l’ossidazione dei grassi del caffè, che solitamente rimangono incastrati sotto la guarnizione.

Come si pulisce la moka? Ecco tutti i consigli

Innanzitutto bisogna distinguere il lavaggio quotidiano della moka che viene utilizzata tutte le mattina a quello più profondo che si fa soprattutto quando è una “macchinetta per caffè” che viene usata in maniera più sporadica.

Per una pulizia profonda dobbiamo prima di tutto dividere le varie sezioni della caffettiera, al fine di adoperare solventi e detergenti idonei. Per l’esterno è sufficiente utilizzare una spugna poco abrasiva con dell’aceto diluito. Questa soluzione renderà l’esterno lucido; per una maggiore abrasione potete aggiungere la composto del bicarbonato!

Per una completa pulizia interna, soprattutto del filtro, sarà sufficiente inserirlo in un contenitore con acqua bollente e acido citrico e lasciarlo a bagno per circa 30 minuti. Dopodiché risciacquare con acqua fredda! Ciò permetterà di far staccare e pulire tutto il calcare e i residui di grasso!

Infine, per una completa pulizia basterà fare una soluzione di aceto e acqua in parti uguale, metterla sul fuoco ed aspettare la completa estrazione (del calcare). Ciò permetterà di detergere anche le parti più interne della nostra moka!

Per la pulizia quotidiana invece sconsigliamo assolutamente l’utilizzo del sapone poiché potrebbe lasciare residui e profumi! Meglio utilizzare dell’acqua bollente e una spugnetta non abrasiva che porti via tutti i depositi di grasso!

Come bevi il caffè, amaro o dolce?

C’è chi preferisce il caffè zuccherato, chi lo preferisce con un goccio di latte e chi amaro. Ogni differenza rappresenta un tratto distintivo del carattere che distingue ogni individuo. L’Università di Innsbruck ha analizzato questi fattori e ne ha pubblicato una ricerca.

La ricerca dell’università austriaca risale al 2015 e prende in esame i tratti caratterizzanti delle persone che hanno personalità sadiche e psicopatiche con le loro preferenze in fatto di caffè: infatti si è rilevato che generalmente il loro preferito è il caffè nero, principalmente amaro.

La ricerca è stata effettuata su un campione di oltre mille soggetti adulti a cui sono state poste domande sulle loro preferenze di sapore. Successivamente sono stati svolti sullo stesso campione di persone dei test di personalità per valutare i loro tratti machiavellici ovvero narcisismo, psicopatia, sadismo e aggressività.

La ricerca tuttavia non si basa solamente sulla preferenza nell’assunzione del caffè, ma più in generale sull’assunzione di cibi amari (si va dai ravanelli fino all’acqua tonica, passando quindi anche per la bevanda nervina). Solitamente chi apprezza questa tipologia di alimenti prova “godimento” nell’infliggere moderati livelli di dolore agli altri, quindi un “sadismo quotidiano” che non si è invece riscontrata in personalità che apprezzano sapori più dolci e che quindi abbinano volentieri al caffè anche il latte. Questi individui solitamente sono più gentili e inclini verso la simpatia e la cooperazione.

A moderare la tesi dell’Università di Innsbruck è il prof. Meyer della Roosevelt University di Chicago che sottolinea come gran parte delle preferenze di gusto sono solitamente influenzate dalla cultura dell’intervistato stesso e che con l’avanzare delle età queste cambiano anche drasticamente. 

Voi come preferite bere il caffè? Amaro o Zuccherato?

In qualunque modo tu lo beva, assapora tutto il gusto dei nostri caffè nel formato che più preferisci!

Crema al caffè

In estate, tra le preparazioni più apprezzate vi è sicuramente la crema al caffè. Golosa, rinfrescante e semplice. Come si prepara? Ecco la spiegazione!

Per la realizzazione di una gustosa crema al caffè sono necessari solamente tre ingredienti che sicuramente avrete in casa:

— Panna da montare non zuccherata;
— caffè;
— zucchero.

Per quanto riguarda il caffè l’ideale sarebbe usare il caffè per moka, tuttavia anche l’espresso può andare bene. Ti consigliamo di usare il nostro DODICIGRANCRU, una miscela unica che unisce insieme dodici origini tra le migliori al mondo: Jamaica Blue Mountain, Santo Domingo, Messico, Guatemala, El Salvador,  Honduras, Nicaragua, Costa Rica, Colombia, Brasile, Etiopia ed India.

Per ottenere una piacevole crema per 8 persone basta usare queste proporzioni tra gli ingredienti: 70g di caffè, 40g di zucchero, 300g di panna fresca liquida.

Più aggiungete panna più verrà cremoso, più aggiungete zucchero più verrà dolce.

Ma come si prepara?

Come primo passaggio bisogna preparare il caffè zuccheratelo e lasciatelo riposare in frigorifero per circa 2-3 ore.

Trascorso questo tempo, iniziate a montare la panna, all’interno di una ciotola. Quando sarà semi-montata aggiungere il caffè (versare a filo così da evitare di smontare la panna). Continuare fino al raggiungimento della giusta consistenza. Lasciar raffreddare per circa 1 ora.

Ora che la vostra crema al caffè è pronta potete procedere con il servizio. È consigliabile decorarla ad esempio con delle scaglie di cacao, chicchi di caffè oppure anche con della cannella.

Ora…

Buon Appetito!

Effetti collaterali del caffè

Il caffè è un rito imprescindibile della routine mattutina di ogni persona e principalmente di ogni italiano.

Questa bevanda tanto apprezzata, a molti soggetti può portare strani effetti “collaterali” come ad esempio sonnolenza e indesiderati “starnuti”. In questo articolo ve li spieghiamo.

1- effetti collaterali del caffè: sonnolenza

La caffeina contenuto in una tazza d’espresso è pari circa a 60 – 80 mg. Ogni tazzina quindi dovrebbe avere un potere “energizzante” ma non sempre è così. A molte persone il caffè provoca sonnolenza a causa dell’adenosina, una sostanza chimica del cervello che influenza il ritmo del sonno – veglia. I suoi livelli aumentano durante le ore di veglia e diminuiscono durante il sonno. Con l’uso della caffeina, questa legandosi alla sostanza chimica, bloccano questo ciclo e provocano quindi la sonnolenza.

Inoltre si potrebbe aggiungere che, l’assunzione frequente di caffè può portare alla tolleranza verso gli effetti stimolanti della caffeina e quindi avere una forte sensazione di sonnolenza.

2- effetti collaterali del caffè: starnutire

Il caffè ha un profilo aromatico molto particolare. A molti piace, ad altri molto meno. Ad altre persone ancora provoca un effetto curioso e a tratti affasciante: fa starnutire!

Il più delle volte ciò capita con il caffè espresso del bar, perché in questo caso l’odore è maggiormente concentrato. Tuttavia, la vera domanda è: perché capita? Spesso si riferisce ad una allergia al caffè che oltre agli starnuti può portare a gastriti, reflusso e bruciori di stomaco.

Questi sintomi tuttavia capitano solamente in circostanze particolari, non a caso infatti il caffè è una delle bevande più apprezzate al mondo.

 

Fatturato record per l’Etiopia

Nell’ultimo anno, in Etiopia, si sono esportate circa 248.000 tonnellate di caffè, stabilendo un nuovo record di produzione.

L’Etiopia è il paese d’origine della coffea Arabica e da sempre è considerato il maggior prodotto di tutto il continente.

Secondo quanto comunicato dall’ECTA (autorità etiopica per il caffè e il tè) nel periodo che va dal Luglio 2020 al Giugno 2021, l’Etiopia, ha incassato oltre 906.000.000 di dollari commercializzando oltre 248.000 tonnellate di caffè. Delle vere e proprie cifre da record che confermano il primato del paese africano.

Tali dati sono confermati anche da quelli che sono stati diramati lo scorso anno evidenziando quindi come i ricavi del 2020/2021 siano ben superiori di oltre 50.000.000 di dollari (nel periodo precedente, l’export etiope aveva fatturato 854.210.000 di dollari)

Secondo il direttore dell’autorità etiopica per il caffè e il tè, ADUGBA DEBELA, l’aumento dei ricavi è dovuta principalmente ad una nuova politica attuata dal governo nazionale sul caffè che consente ai coltivatori e unioni cooperative di esportare direttamente sul mercato internazionale, senza intermediari.

Da ricordare come il caffè etiope sia tra i più conosciuti e gradevoli al mondo. La migliore qualità è il Sidamo e viene coltivato ad una altitudine compresa tra i 1500 e i 1800 metri sopra il livello del mare.

I suoi sentori richiamano fiori, spezie , frutta secca, miele e cacao.

Per gustare al meglio questo piacevole caffè da record, prova uno dei nostri sacchetti da 250g. Disponibile in quattro diverse macinature per adattarsi alle preparazioni che più preferisci:

250g in grani | 250g macinato per moka | 250g macinato per filtro | 250g macinato per frenchpress

Inoltre è disponibile sul nostro eshop anche il sacchetto da 1kg in grani, per i coffee lovers più esigenti!

Covid-19 e il caffè: uno studio ha trovato dei benefici

Nel 2020 abbiamo visto come il Covid-19 ovvero il virus Sars-CoV-2, abbia sconvolto le nostre vite. Dal caffè ecco una possibile soluzione.

Secondo lo studio effettuato, su un campione di oltre 40.000 partecipanti, dall’Università di Northwestern dell’Illinois, negli Stati Uniti, è emerso che il caffè (insieme agli altri alimenti) può aiutare a ridurre di circa il 10% il rischio di contrarre il Coronavirus.

Il caffè in questo caso è una importante fonte di polifenoli ed più in particolare di acidi fenolici che sono potenti antiossidanti. In particolare è emerso che determinati comportamenti nutrizionali corretti (come la scarsa assunzione della carne lavorata) può essere un fattore determinante sul contagio da Covid-19.

Lo studio americano ha inoltre confermato il potere antinfiammatorio del caffè, proveniente dai chicchi.

“il consumo di chicchi di caffè si correla favorevolmente con i bio-marcatori infiammatori come CRP, interleuchina-6 (IL-6) e fattore di necrosi tumorale I (TNF-I) che sono anche associati alla gravità e alla mortalità del Covid-19” hanno affermato i ricercato continuando “il consumo di caffè è stato inoltre associato anche a un minor rischio di polmonite negli anziani. Nel complesso un effetto immunoprotettivo del caffè coinvolto contro il covid-19 è plausibile e merita ulteriori indagini”

Quindi, secondo questo studio, effettuato bere il caffè può effettivamente aiutarci a ridurre il rischio di contrarre il Covid-19.

Fonte: Comunicaffè

Certificazione del caffè biologico

Cosa s’intende per certificazione quando si parla di caffè biologico? Quali sono le differenze? Eccole qui spiegate

Essendo state lanciate da pochi mesi sul nostro eshop le bioarabiche Bazzara, 8 caffè biologici 100% arabica, in questo articolo vogliamo spiegare cosa significa ottenere la certificazione biologica del caffè e quali sono le caratteristiche che lo contraddistinguono.

Dal dizionario:
«biologico / bi · o · lò · gi · co /»
aggettivo — di tecnica agricola che esclude o limita l’uso di sostanze chimiche nei fertilizzanti; naturale.
sostantivo maschile — settore economico connesso alla produzione di prodotti agricoli non trattati chimicamente

Quella qui riportata è la definizione del termine “biologico” ed è proprio la tecnica utilizzata per la produzione di questa tipologia di caffè che molto spesso è associato anche al commercio equo-solidale.

Quali sono le regole da seguire per la certificazione del caffè biologico?

Principalmente le prime fasi sono svolte in piantagione. Sono:
1. esclusivo utilizzo di concime naturale;
2. vietato l’utilizzo di pesticidi chimici;
3. uso esclusivo di insetti che si nutrono degli infestanti per difendere le piantagioni da parassiti e insetti (lotta biologica).

Oggi, in Europa, si ha una vera e propria normativa codificata e condivisa da tutti gli stati membri, che va a tutelare tutti gli aspetti della produzione, della trasformazione fino ad arrivare alla fase di etichettatura. Questa legge è codificata con il numero 834. 2007 e 889. 2009

Qual è la caratteristica del caffè biologico?

Il caffè biologico dà un valore aggiunto alla bevanda, portando principalmente due aspetti fondamentali:
• il benessere: un aspetto che si può connotare sotto il punto di vista personale;
• fattore ambientale: un aspetto che prende in esame l’ambiente in cui viene prodotta la materia prima.

L’aspetto del benessere vede la tutela della salute personale mentre quello ambientale prende in considerazione un’interesse crescente verso la tutela dell’ecosistema; è inoltre da tenere in considerazione come un’agricoltura biologica infatti non impoverisce il terreno e non lo stressa con l’utilizzo di sostanze chimiche.

Prova i nostri caffè biologici in grani

La cantata del caffè di Bach

Nel XVIII secolo a Vienna il caffè era di uso quotidiano, sia dal gentil sesso che dai galantuomini che erano soliti riunirsi per parlare d’arte, politica e musica.

Fu proprio questo consumo ad ispirare Johann Sebastian Bach a comporre nel 1732 la Cantata del caffè. Il titolo della cantata in realtà è un altro: Schweigt stille, plaudert nicht (Fate silenzio, non chiacchierate). Fu scritta sul libretto di Picander per essere eseguita al caffè Zimmerman di Vienna.
La Cantata del caffè è una cantata profonda, che a va a testimoniare ancora una volta l’impegno del compositore verso la cultura della socievolezza e dell’intrattenimento. Di carattere umoristico la cantata parla di un padre, il signor Schlendrian, soprannominato tran-tran, preoccupato per la figlia, ossessionata per la nera bevanda.
Il caffè arrivò infatti a Vienna nel XVII secolo con i turchi. Divenne una moda nel 1683 quando l’impero ottomano lasciò la città (e anche i suoi sacchi di caffè). A Vienna questa nuova moda non fu accettata subito poiché andava a far diretta concorrenza alla birra, i cui introiti arrivavano direttamente nelle casse delle autorità
locali.
La Cantata del caffè continua in modo umoristico con una serie di minacce e promesse tra padre e figlia che non ha intenzione di abbandonare il caffè! L’opera si conclude con un lieto fine e una frase profetica: “proprio come un gatto non smette mai di prendere un topo, le ragazze non smetteranno mai di bere caffè”.

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