Consegna gratuita in Italia per tutto il mese di aprile!
Acquisto in sicurezza con certificato SSL

La storia della nazionale brasiliana alle olimpiadi del 1932

Conoscete la storia degli atleti brasiliani che per partecipare alle olimpiadi del 1932 dovettero vendere lungo la strada il caffè? Eccola che ve la raccontiamo

Svoltesi a Los Angels, tra il 30 Luglio e il 14 Agosto del 1932, le X Olimpiadi segnarono un ruolo importante nella storia mondiale. Furono le prime infatti in cui la nazionale brasiliana potè in parte partecipare.

Se oggi pensiamo al sogno di ogni atleta di poter gareggiare alla storica competizione, è impensabile immaginare quanto fu importante la passione e lo spirito che ci mise la nazionale brasiliana in quell’anno, tanto che dovettero vendere circa 50.000 sacchi di caffè per potersi finanziare la trasferta, ovvero per poter pagare le tassi d’ingresso negli Stati Uniti d’America.

Tuttavia questa è solamente una parte della storia.

Nella prima metà dello scorso secolo il Brasile non era tra le nazioni più ricche del pianeta, tano da dover rinunciare ai giochi olimpici del 1928, che si tennero ad Amsterdam. La situazione, quattro anni dopo, non cambiò di molto e la delusione per la nazionale olimpica sembrava dover ritornare. Il governo tuttavia decise di trovare un modo per poter sovvenzionare l’ingresso dei suoi 50 atleti e quindi permettergli di gareggiare. Gli atleti durante il viaggio, all’interno di una nave cargo, dovevano vendere uno dei maggiori beni di produzione dello stato sudamericano: il caffè. Le vendite, fino al canale di panama, non andarono male, tanto da sperare di riuscire a pagare le tasse d’ingresso, che ammontavano ad un dollaro ad atleta. Tuttavia a causa di un problema doganale, si ritrovarono a spendere metà del ricavato in multe. Soltanto il 50% degli atleti riuscì ad arrivare in tempo alle olimpiadi di Los Angeles, il restante dovette continuare il suo viaggio verso la città in nave poiché impossibilitati a scendere. Attraccati a San Francisco, non avevano ancora i mezzi per poter partecipare alla competizione, tanto da doversi ritirare. Solamente Adalberto Cardoso sfidò le autorità e scese dalla nave come clandestino. La storia narra che corse per circa 600km e arrivò 10 minuti prima della sua gara nell’area olimpica. Ormai stremato dalla fatica, l’atleta arrivò ultimo ma il comitato olimpico, saputa la sua impresa eroica, omaggiò la sua tenacia con premio speciale.

Dicono di noi